Aurora sogna e nei suoi sogni sa cercare senza paura un'esclusiva felicita'
Non c'e' niente da fare, l'estate italiana e' fantastica. E acquista ancora piu' fascino se la si vive solo per una settimana in tutta la stagione. Come al solito mi trovo a ripetere sempre le stesse cose quando torno indietro,ad esempio quanto e' stato bello ribeccare chi ho ribeccato, quanto mi mancano gli amichetti, e quanto mi piacerebbe poter saltare su un aereo e stare li' un altro po'.Ancora una volta mi ritrovo a scrivere frasi sconnesse tra di loro in una sera di un sabato qualunque, e mi trovo a pensare quanto sia tuttora instabile e quanto tutto mi sembri campato per aria..... ma va bene cosi', alla fine chi ha mai detto che doveva per forza essere facile? Va bene cosi'.......va bene cosi'.......va bene cosi'.
Allora, che Indiana Jones non invecchi e che il personaggio sia intramontabile, ci siamo; ma se Indiana Jones e' i senza limiti di tempo, Harrison Ford i limiti li ha, eccome. E se il tempo per Indy non e' passato, per Ford e' piu' che passato. Trapassato, direi. Il mitico Indy e' un vecchio, e altro che prodezze off limits; quasi gli serve un bastone da passeggio. Ma poi dico, era assolutamente necessario? Se la trilogia di Indiana Jones si chiama 'trilogia', un motivo ci sara'. Una "trilogia" prevede 3 cose, non 2, non 4, non 10. Ma 3. E qualsiasi cosa venga al di fuori di cio' che e' previsto e' solamente superfluo. Ok, non dico che questo film sia la cosa peggiore che abbia mai visto, e non dico neanche che sia odioso, ma di sicuro da una produzione del genere ci si aspetta un bel po' di cose. Intanto, gli effetti speciali; anziche' rendere il film migliore, non so perche', lo rendono peggiore; ma c'era veramente bisogno di far saltare Shia La Beuf di liana in liana in mezzo a scimmie pettinate come lui? O di avere dei castori che osservano le macchine passare? O di quegli schifidi insetti che per un attimo sembra di vedere Bug's Life, anziche' Indiana Jones? Penso che il fattore eta' sia un altro elemento decisivo nel giudicare il film. L'ultima volta che ho visto un film di Indiana Jones avevo 8 anni, esattamente 20 anni fa. Capisco che ai bambini potrebbe piacere (almeno, ai cinesini di HK e' piaciuto eccome.....)ma per gli adulti mi sembra alquanto deludente. Eppure i miei genitori all'epoca si entusiasmarono alla visione di tutti e 3 i film....dubito che questa pellicola farebbe per loro. ...e di certo, non glielo consiglierei. Gli inseguimenti sono nel tipico stile, e ricordano un po' quelli del "Tempio Maledetto"; il problema che i primi erano genuini, questi ultimi sono infarciti di cazzate. Cate Blanchett e alcune battute nel tipico stile Indy tuttavia non sono male, ma quando tutto il mazzo e' debole, perfino i bei fiori risultano essere scadenti. Il finale non ve lo racconto, ma di sicuro di storico ha poco. Non pensavo che Spielberg e soci fossero cosi' bisognosi di soldi e che a Hollywood se la passassero cosi' male......io spero solo che a questi magnati del cinema non venga la brillante idea di reclutare Michael J. Fox e Christopher Lloyd per un ritorno di fiamma a suon di De Lorean....sai mai......
Arrivo in ufficio, mi fiondo sul programma di Giugno da fare, la testa che gira, ho sonno, troppo vino ieri sera. Dio come mi mancano i pisolini sulla tazza del cesso, ma con il mio nuovo lavoro non lo posso fare, perche' in un giorno riesco ad essere in almeno 4o 5 posti differenti; quindi, meno cazzate e vai a letto prima la sera, senno' li chiami, dici che sei sbronza e la fai finita, che cosi' evitiamo anche figure di merda per quando si va ad intervistare la gente. Va beh, prima intervista del giorno a un gruppo di designer che inaugurano la loro prima Graphic Novel a HK. Li vado a trovare nel loro ufficio, un castello di 3 piani con dentro la caffetteria (a sua volta, di 2), la palestra dentro l'ufficio con tanto di punch ball- ...si', non vogliamo avere lavoratori stressati....quando sei nervoso, vai a dare un cartone al sacco...e passa tutto!- gente che pittura sui quadri Machintosh e tutte ste belle cose che mi fanno rimanere a bocca aperta......MA PERCHE' HO FATTO MODA, PERRRRRRCHEEEEEE', PEEEERRRRRRRRDDDDDDDIOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!- va beh. Torno in ufficio, dio benedica il registratore, e' ora di andare alla festa perche' poi c'e' da fare la review anche su quello. Bevo acqua tutta la sera, anche se i drink sono gratis, magno le ostriche e il caviale bevendo acqua gassata, locale trendy, va bene, e poi vado al cinema a vedere il nuovo film con Cameron Diaz che e' una cagata pazzesca, ma anche quello e' da recensire a sua volta....Torno finalmente a casa, ho ancora fame. Mangio 2 fette di pane e formaggio, e mi metto a lavare i piatti. Buona Notte.
Avete voglia di farvi dduu risssatttt? Cliccate qui : http://www.comunecervia.it/stampa/rassegnemese.asp?a=2008&m=4 e poi andate su 29/4/08. Rido da sola. Ah, scusate, e' a pagina 8, quindi scorrete un po' nella lettura della pagina. Posso giurare davanti a mia madre, al teatro e al grunge che non ho mai detto che HK e' in Giappone.Poi ci lamentiamo che nn c'e' cultura, non c'e' informazione. Gente che si reputa giornalista e intellettuale e nn sa manco dove Cristo sta Hong Kong. Cosi' siamo messi in Italia e, peggio ancora, in Romagna. Mi sa che me ne staro' fuori dalle palle per un'altra ventina d'anni abbondante.
Guy mi telefona chiedendomi come mai lui e a casa mia e io non ci sono. Massimiliano e' appena arrivato a HK, non ha mai volato in aereo e si e' appena fatto 14 ore di viaggio. So che in questi giorni ci sara' parecchio da recuperare, almeno 7 anni, nello specifico. Apro la porta, Guy e Andrew sul divano con in mano un calice, Suzie ai fornelli. Sono felice di vederli, sono felice di essere tornata a casa per tempo. Si chiacchiera, si toccano argomenti che al momento mi fanno pensare. Non brucia piu' come prima ma brucia ancora; l'unica possibilita' che ho e' andare avanti. Non c'e' nessuna lealta' nel mondo del lavoro, non si gioca certo pulito. Non conosco molti campi dove si possa giocare pulito pero'. Intanto che lo digerisco, mi si riempie il bicchiere di buon vino, sento che i miei amici sono li' per in quel momento, Guy prende la chitarra e comincia a suonare. In questo momento piangerei, ma con un bel sorriso stampato su viso.
Torno con nostalgia..... SEI CRESCIUTO NEGLI ANNI 90 SE: ...ricordi tutti e cinque i nomi delle spice girls, costumi orrendi compresi ... giocavi al nintendo 64 ... eri un'appassionata di beverly hills 90210 ... ascoltavi la musica alla radio, massimo col mangianastri! ... compravi il calippo fizz alla cocacola e il luke ... collezionavi ciucciotti colorati e di plastica ... ancora ti stai chiedendo che fine abbia fatto carmen san diego ... conosci il significato di 'togli la cera, metti la cera' ... i power rangers erano il telefilm più bello del mondo ... e subito dopo venivano otto sotto un tetto e willy il principe di belair ... giocavi con l'hula hop ... i pattini avevano ancora quattro ruote NON in fila ... guardavi i miei mini pony, alvin superstar e le tartarughe ninja ... barbie era ancora sposata con ken ... non esisteva mercoledì senza una copia del topolino (o minnie&co o il giornalino di barbie) ... giocavi a twister (ed eri ingenuo abbastanza da non pensare a strane mosse) ... compravi cioè e andavi orgogliosamente in giro con tutte le cinfrusaglie che vi erano allegate ... hai visto titanic almeno tre volte, di cui due al cinema e di fila ... usavi gli orecchini stick di gomma ... amavi blossom e bayside school ... ricordi chi sono i five e il loro trashissimo video con la sagoma di cartone ... non esistevano internet e gli sms e ci si chiamava ancora a casa per mettersi d'accordo per le uscite ... mangiavi la girella per merenda ... collezionavi i paciocchini! ... gli insegnanti ti facevano leggere i ragazzi della via pal, piccole donne e l'isola del tesoro ... adoravi il gusto di gelato al puffo! ... hai rivisto mille volte la sirenetta, la bella e la bestia e aladdin ... non ti perdevi la solita replica natalizia di 'mamma ho perso l'aereo' ... giocavi coi lego e crystal ball! ... ti stai ancora chiedendo come facesse puffetta a soddisfare le voglie di tutti i puffi! e così via! Lo scopo di questo testo é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati negli anni '80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni. Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90, con la mascotte Ciao. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno gl ielo dice. Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2… Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate d ei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre. Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male, per non parlare dei chicchirichì; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare…"), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita… L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L'ultima generazione degli spinelli… Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello dell a verità, non in una chat dicendo Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò. Tu sei uno di nostri? Congratulazioni! -------------- ne aggiungo un altro..... Noi che: -ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color' -facevamo 'Palla Avvelenata'. -giocavamo regolare a 'Ruba Bandiera'. -non mancava neanche 'dire fare baciare lettera testamento'. -i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva. -quando giocavamo col Lego facevamo anche castelli alti 6 piani che non si smontavano mai. -chi andava in bici senza mani era il più figo. -anche quelli che impennavano però non se la tiravano poco. -'posso giocare anche io?' 'e no...sai, la palla non è mia' -suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa. -facevamo a gara a chi masticava più big -babol contemporaneamente. -avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca. -i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa. -dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella. -giocavamo a 'Indovina Chi?' anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria. -sul pullman della gita giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre Domodossola).. -con 100 lire ti prendevi 1 cicca con le 3 figurine dei calciatori.. -ci mancavano sempre quattro figurine per finire pure l'album Panini. -ce l'ho ce l'ho...MANCA -le cassette della Disney le abbiamo viste così tante volte che ora a distanza di 15 anni sappiamo ancora cosa cantavano robin hood e little john. -in TV guardavamo solo i cartoni animati. -avevamo i cartoni animati belli!!! -litigavamo su chi fosse più forte tra le tartarughe ninja -abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino. -cercavamo di far sorridere i sofficini ma si rompevano sempre in 2 -non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo. -i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno. -si andava in cabina alla fine della scuola per prendere le schede finite. -c'era la macchina fotografica usa e getta e facevi fino a 20 foto. -non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola o della Bauli con l'albero. -le palline di natale erano di vetro e si rompevano. -se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo. -guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura. -giocavamo a calcio durante l'intervallo col tappino della bottiglia. -c'era sempre quello che veniva a scuola con la bottiglia dell'acqua solo per avere il tappino -suonavamo ai campanelli e poi scappavamo. -nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti. -il bagno si poteva fare solo dopo 2 ore che avevi finito di mangiare. -a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali e senza rotelle. -quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta e con le scarpette nello zaino. -a scuola ci andavamo da soli e tornavamo da soli. -se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore. -le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google. -internet non esisteva. -il 'Disastro di Cernobyl' l'abbiamo vissuto nascendo e ci pensavano tutti destinati a 6 dita. -la merenda a scuola te la portavi da casa -la merenda portata da casa, all'intervallo era sempre in briciole -non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella.. far merenda con Girella.. -si poteva star fuori in bici il pomeriggio. -se andavi in strada non era così pericoloso. -però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM. -il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween. Che fortuna, esserci stati.
Siccome non ho tempo neanche per sentirmi male ultimamente (e infatti non me ne sono andata dall'ufficio, mi hanno cacciato fuori i miei colleghi per 2 giorni per non ammalarsi a loro volta...)anche il tempo per scrivere e' molto sacrificato, ma questa ve la devo dire. Nonostante fossi uno straccio ambulante,nonostante il mio raffreddore devastante che mi ha fatto cambiare maglione di continuo (causa smoccolamento non stop,altro che maglione, mi serviva la cerata!),nonostante tutto cio', ho raggruppato le poche forze che avevo e sono andata a fare un' audizione per il Macbeth. 15 ruoli, di cui il 90% maschili, tutta HK che si presenta al provino, io con un filo di voce facendo molta attenzione a non smoccolare addosso anche al povero regista che mi stava appiccicato per cercare di capire quello che dicevo, dato che non si sentiva un tubo. E penso,io ci provo, ma, sinceramente, voi l'avete mai vista un'italiana all'estero recitare Shakespeare? Io no, voi nemmeno, qui a HK neanche. Ma se la vedranno presto, ad Aprile per l'esattezza,dato che mi hanno preso. EVVVVVVVVVAAAAAAAAAIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Elogio di Paperone, un adorabile avaro Alessandro Baricco( per concessione di Andrea B.) Incredibile cosa siano riusciti a fare partendo da un elementare personaggio di Dickens. Un personaggio, oltretutto, sgradevole, perfino un po' pauroso, inquietante: invischiato in una storiella natalizia moraleggiante che lo costringe a una conversione un po' posticcia. E in effetti il primo Paperone era un personaggio sgradevole come lo Scrooge dickensiano: implacabilmente cattivo, solo da far paura, crudele sino all'eccesso; anche i tratti del disegno erano senza pietà, descrivevano un papero perso, decorato da un ghigno cinico che non aveva nessuna parentela con un sorriso. Come siano riusciti da lì a generare il personaggio più simpatico della banda dei Paperi, è cosa che non riesco a spiegare. So però che è successo. Per quanto Paperino sia geniale, per quanto Paperoga resti il protagonista di memorabili storie, per quanto Archimede Pitagorico resti sempre nel mio cuore, il più divertente è lui: Paperone. Cioè, non è tanto questione di essere divertente o no: il fatto è che senza di lui non esisterebbe niente. Voglio dire, se ci si pensa bene, lui è come Don Giovanni o Amleto (bum, l'ho detta): personaggi che non abitano un mondo ma lo generano, e se loro scomparissero, tutto intorno a loro scomparirebbe, perché non avrebbe più una sua autonoma necessità. Per quanto Donna Anna sia un bellissimo personaggio, sarebbe mai esistita senza Don Giovanni? Sarebbero mai diventate memorabili le beghe della corte di Danimarca (pensa te, cosa c'è di più insignificante della politica danese?) senza la presenza di Amleto? Esisterebbe Paperopoli senza Paperone? No. Il suo Deposito troneggia simbolicamente in mezzo alla città rendendo chiaro anche a un bambino che lui, il vecchio papero miliardario, è l'origine e la fine di tutto. E per quanto esistano storie orfane in cui lui non compare, si può ben dire che non accade qualcosa, veramente, in quel mondo, prima che sia lui a volerlo. Se ne stanno lì, tutti, a fare la loro vita regolarmente che non finirebbe mai, quando all'improvviso arriva lui: il telefono di Paperino salta su come su una bomba, la porta del laboratorio di Archimede si spalanca, nella loro roulotte i Bassotti leggono una notizia che lo riguarda sul giornale: e lì inizia tutto. Accade tutto. Niente da fare: lui è il protagonista, gli altri gli ruotano intorno. Lui è il genio. Posso annotare sette cose che adoro di lui? 1. La vocazione all'eccesso. È forse il tratto più bello di Paperone, totalmente assente nel suo modello dickensiano, e quindi interamente attribuibile al talento degli uomini Disney. Paperone non piange: diluvia. Paperone non soffre: lui vive tragedie mostruose. Paperone non si limita a essere contento: lui levita in aria facendo un rumore da registratore di cassa. Si aggiunga che non c'è quasi mai proporzione logica tra causa e effetto: lui può riempire catini di lacrime per un cent smarrito. Può puntare un cannone contro il maggiordomo che ha buttato via una crosta di formaggio. Il suo numero migliore è il passaggio repentino da un eccesso all'altro: sta suicidandosi (confronta il punto 2), e due vignette dopo sta studiando con Archimede un sistema per raggiungere il pianeta Marte: neanche il Prozac produce simili sbalzi d'umore. 2. I tentativi di suicidio. Mi fa morire quando decide di suicidarsi. Le ragioni possono andare dall'assolutamente futile (la sua Paperòfole S. r. l. ha venduto otto pantofole in meno dell'anno prima) all'assolutamente grave (un meteorite sta puntando esattamente sul suo Deposito). La tecnica più usata è l'autoaffogamento nei dollari: di solito sprofonda reggendo cartelli con messaggi di commiato (addìo mondo crudele, cose così). Ogni tanto si butta dalla finestra, o approfitta di qualche baratro lì vicino. Di rado sceglie l'impiccagione: nel caso, la corda è sempre un saldo vecchio di cent'anni, comprata di terza mano durante la corsa all'oro. Naturalmente non muore mai. Spesso ci mette meno di tre vignette a tramutarsi in un entusiasta della vita, che nulla teme, e sempre vincerà: vedi punto 1. 3. La violenza. Paperone mena. Spara. Bombarda. Non è un pacifico. A me piace molto quando incontra Rockerduck. Dopo tre vignette sono già lì che si menano. Mi piace il finale di molte storie: al Polo, o in Patagonia, o sull'Everest, Paperino che fugge e Paperone che lo insegue puntandogli addosso un fucile. Tempo fa avevo letto che alla Disney avevano deciso di farla finita: in omaggio al politically correct, non avrebbero messo più violenza nelle storie dei paperi. Che tristezza. Non so se poi l'abbiano fatto davvero, ma per me quella violenza è sempre sembrata come le cadute del Coyote giù dai canyon: iperboli della fantasia, messaggi di un meraviglioso mondo fantastico, dove la sofferenza, o la cattiveria si sono disfatte dal ridere. 4. Le frittelle. Piegato in due dalla depressione, col cilindro sulle ventitré, Paperone va da Paperino, entra in casa esattamente quando in tavola stanno arrivando le frittelle, si siede a tavola come un condannato a morte su una sedia elettrica, e poi divora tutto ingurgitando come uno struzzo chili di frittelle in pochi secondi ("non vorrete negare a un vecchio le ultime briciole della sua vita?"), rimanendo poi, improvvisamente obesizzato, ad agonizzare sulla sedia, mentre Paperino è ancora in piedi con la teglia delle frittelle in mano, e il cappello da cuoco in testa, allibito. Io questa gag la potrei rivedere mille volte: e mille volte mi farebbe impazzire. 5. Cartelli. Per quanto possa sembrare stupido, io leggo sempre i cartelli che sono fuori dal Deposito. Mica mi ci soffermo tanto, ma un'occhiata la do sempre. Una volta ce n'era uno che diceva: cosa fai qui? E un altro, bello, che mi è capitato di trovare, recitava: pensaci bene. Il migliore resta comunque il classicissimo, sintetico e perfetto: sciò. 6. I conteggi. Ogni tanto Paperone conta i suoi soldi. Lo fa in genere con un pallottoliere, ma non mancano le volte in cui si fida di elaboratissimi computer. L'operazione la seguo sempre con molta attenzione, perché, al momento di sparare il totale, aspetto al varco gli autori Disney per vedere cosa si sono inventati questa volta: per dire, mi ricordo un conteggio il cui totale era un incredibilione, tre fantastiliardi, sei megalioni e rotti. Sono cose che fanno piacere. 7. I nemici. Non si riflette mai abbastanza sul numero, sproporzionato, di nemici che può vantare Paperone. Rockerduck e i Bassotti già sarebbero abbastanza. Lui somma anche Amelia, Brigitta, Filo Sganga, più ladri vari, qualche vecchio avventuriero che rispunta dal passato, Spennacchiotto (l'inventore cattivo, spesso alleato coi Bassotti), gli altri miliardari del club che lo odiano, il sindaco che in genere lo flagella di tasse. Talvolta si trova contro perfino Nonna Papera (solo perché lui vuole costruire delle acciaierie al posto di campi di grano, o cosucce del genere). Paperone è il prototipo dell'individuo assediato: in questo senso è il classico personaggio in cui siamo portati, a torto o ragione, a riconoscerci. Il fatto che ogni volta riesca a rompere l'assedio è una specie di rito liberatorio in cui il Paperone che è in noi festeggia una vittoria che, nella vita reale, è rarissima. In più lui vince, di solito, rimanendo avaro, egocentrico, iracondo, egoista, falso, cinico, cioè non perché si converte ma, al contrario, perché NON si converte: situazione in cui tutti sogniamo di trovarci. Voilà. Queste sono le sette cose che preferisco di Paperone. poi ce n'è a decine che sarebbero, comunque, da citare: il rapporto con la sua palandrana, il vezzo di nuotare nel denaro (ogni tanto ci va anche in barca), i profumi con cui lo fanno rinvenire (essenza di tallero, spremuta di doblone...), il rito della lettura a sbafo del giornale, il rapporto con Rockerduck, le donne della sua vita (le papere, va be'), ecc. ecc. Roba che non finisci più. E perciò mi fermo qui. (Grazie Andy :)
Sabato sera e' stata la serata di chiusura di HKID, il nostro spettacolo in scena al Fringe Club di Hong Kong. Stento a credere che sia finita, stento a credere che ce l'abbiamo fatta nonostante tutto, e stento a credere che questo e' il mio secondo spettacolo nel giro di pochi mesi. Ma non devo stupirmi piu' di tanto, qui e' cosi. questa e' HK, le cose qui semplicemente succedono. E se le vuoi intensamente, succedono anche prima. Arriviamo a un giorno dallo spettacolo che non abbiamo assolutamente idea di quello che sta succedendo, la regista impazzisce, siamo tutti nel panico e la sensazione che stiamo davvero facendo un salto nel vuoto senza paracadute ci avvolge e non ci fa dormire. Affronto la prima sera senza troppo entusiasmo, c'e' qualcosa che mi blocca, ma a 2 secondi dall'inizio dello spettacolo mi carico subito e subito entra in circolo quell'adrenalina che ti fa andare avanti per ore senza tregua. E vai che la prima sera e' andata, e divinamente, anche. Non dormo, non vedo l'ora che arrivi la seconda sera, e poi la terza, e cosi' via.Si arriva a Giovedi' sera, tutti i miei amici stasera vengono a vedermi, arrivo in terrazza a salutare tutti dopo lo show che non mi reggo in piedi, un po' dalla stanchezza, un po' dall'emozione. Ma ci sono ancora 2 notti, non si puo' mollare proprio adesso. Mi rendo conto di quanto "powerful"sia recitare in una lingua diversa dalla tua, e andrei avanti a farlo di continuo. Ho tanto da dare, ho tanto da offrire, aprite gli occhi e guadatemi. Solo perche' ho l'accento quando recito non vuol dire che la mia performance debba perdere di qualita'. Non bisogna mai sottovalutare la presenza scenica, e quella non mi manchera' mai, non importa in che lingua stia recitando. Vedo che qualcuno lo realizza, vedo che qualcuno apre gli occhi, questo spettacolo mi serviva, e adesso, come sempre alla fine di ogni spettacolo, spero solo di trovare un altra cosa da fare, un'altra situazione da intraprendere, un'altra avventura da affrontare. Questa e' stata bellissima. E non pensavo.
Oroscopo del giorno. Gemelli: e' importante che tu capisca che non puoi cambiare le persone. Finiscila di perdere tempo e energie nel cercare di sistemare la gente, non ne vale la pena. Mai oroscopo del giorno fu piu' azzeccato. Ho qualche soggetto a mente, uno in particolare come non mai, che dovrebbe capire che non sono una psichiatra e che non posso ricoprirmi dei problemi degli altri. Una cosa e' l'ascolto, lo scambio di opinioni, un'altra e'inserirsi nei meandri piu' sperversi della mente di qualcuno e trarne proprio vantaggio. O, peggio ancora, aggrapparsi a qualsiasi ancora quando ormai e' tardi, o sperare che qualcuno ti salvi da una situazione impossibile. Nessuno puo' tirarti fuori dalla situazione in cui sei a parte te stesso. Impariamolo. Cosi' come io devo imparare a mettere un alt alle persone e non disspiare energie in cause ( e casi) persi. PS: A dire la verita' sono una cuspide con i Gemelli, per le carte sono un Cancro, ma visto che ho il lusso di poter leggere entrambi gli oroscopi e scegliere quale sia meglio, oggi ho deciso che questo fa proprio al caso mio.
AntoFazio
Carlo's Public House
Confusione nel nulla
Dalla piattaforma con furore...tra un drink e l'altro....
Dark side of Marino
Delirio paranoico
Dugongo
Elocutio
Expect the Unexpected
GilloPillo
Giovane Cinefilo
La mia dolce meta'
Lenor
Lungo e disteso
Luxury culture
Ma quanto sei minkia......
Mastrolindo
Mocoloco
My Chemosfera
My favourite place in HK
Reggio
Rupert
Sognando l'Australia.....
Supertranquillo
Un saggio amico....
Valde
oggi
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